Salire
(la mia gara sull'Etna)
Ho sempre pensato che per salire ci volesse una certa forza, poi ho scoperto con sorpresa che non era quella che immaginavo e l’ho scoperto allenandomi sui sentieri. L’energia serve, certo, ma servono anche la pazienza di fare un passo dopo l’altro e smettere di negoziare col pensiero “manca ancora tutta questa salita”.
Fino a venerdì mi sono ripetuta mentalmente che non mi sono svegliata una mattina e ho deciso di iscrivermi a questa gara di trail (anche se in realtà è andata proprio così). Prima di iscrivermi sono uscita a correre quattro volte a settimana per tre anni e ho preparato una maratona, ma ho continuato anche quando non c’erano medaglie o traguardi. A portarmi fino a qui è stata la perseveranza che mi ha fatto allacciare le scarpe per centinaia di mattine. A occhio e croce, più di 600. Ma si sa, le parole sono una cosa, i fatti tutt’altra.
Mi sono detta tante cose prima di partire per la mia gara Off-Road sul vulcano, la sorella minore della Supermaratona dell’Etna che guadagna 3000 metri in 43 km, dal mare al cratere. La mia gara di km ne prevedeva solo 18 e spicci e di dislivello poco più di 1000.
Brutale è la parola che ho usato di più per raccontarla alle mie amiche e a chi mi ha chiesto come fosse andata e tuttavia non rende ancora a sufficienza.
La salita si sviluppa tutta in 8 km, così cattiva che persino i runner più titolati camminavano per lunghi tratti. La discesa doveva essere una magnifica volata e invece si è rivelato un stillicidio di scarpate prive di sentiero, su pietre laviche sciolte, con pendenze micidiali. Un lungo tratto era del tutto impossibile da correre e diverse persone sono cadute, anche runner con una certa esperienza e un passo assai migliore del mio.
Non è stata la gara che pensavo di correre ma il trail mi aveva già insegnato che quando credi che il peggio sia passato, tutto peggiora, e non puoi mai davvero fare una previsione come quado corri su strada perché il terreno cambia continuamente e devi adattarti mille volte. Se mancano gli ultimi 4 km e pensi che in 20 minuti avrai finito, ma poi ci metti un’ora, come puoi pensare di fare previsioni non dico accurate, ma lontanamente sensate?
Inoltre questa traccia, modificata pochi giorni prima della gara causa persistenza di neve in quota, non l’aveva testata nessuno. Nessuno che potesse raccontare di prima mano cosa aspettarsi. Dovevano essere 15 km e sono diventati 18,6 ma più che la durata è stata la qualità del terreno a fare la differenza.
A un terzo della gara mi era già chiaro che non si trattava più di rientrare dentro un tempo, ma di riportare a casa la pelle tutta intera, letteralmente. Non sono caduta e sono arrivata alla fine, lo posso considerare un successo. Mentre ti scrivo sono ancora stravolta per la stanchezza ma mi aspettano una bella nottata di sonno e una settimana di scarico, poi penserò al prossimo obiettivo.
Ho già avvisato le mie amiche: se il prossimo anno mi sentite parlare di gare sull’Etna, fermatemi! Quasi tutte mi hanno risposto: ma tanto lo sappiamo come va a finire…



Certo che sappiamo già come va a finire :-)
Ho amiche che ancora mi odiano per averle convinte a provare una gara di trail, ma che sotto sotto pensano già a farne un'altra.
Che bello, brava! 🔥 Io ho il mio primo evento Trail a agosto..ma niente gare, che non sono in grado.